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INFOTAINMENT
La compromissione ed il rimescolamento dei generi passarono innanzitutto attraverso il fenomeno detto "infotainment", una parola americana che nasce dall'unione di information (informazione) e entertainment (intrattenimento), per indicare il fenomeno della spettacolarizzazione dell'informazione.
Da quando la concorrenza delle emittenti private incalzava la Rai, la programmazione si era riempita di occasioni di svago ed intrattenimento in tutte le ore del giorno. Il moltiplicarsi dei programmi di intrattenimento elevò, in senso spettacolare, tutto il tono della televisione, mettendo la stessa informazione in condizione di doversi confrontare con programmi che facevano molta meno fatica a guadagnare i favori del pubblico.
Secondo Gilles Lipovetsky, "il ruolo importante svolto dall'informazione col processo di socializzazione e individualizzazione non può essere scisso dal suo registro spettacolare e superficiale. L'informazione, votata alla cronaca e all'oggettività non è per niente al riparo dal lavorio della moda, anzi: gli imperativi dello show e della seduzione l'hanno in parte rimodellata [...] l servizi devono durare poco, i commenti devono essere chiari e semplici, intrammezzati da spezzoni d'interviste, di vissuto, d'aneddoti. E dappertutto immagini che divertano, che trattengano l'attenzione, che provochino emozioni forti" (cfr. Gilles Lypovetsky, L'impero dell'Effimero, 1989, p. 239).
In una televisione che cambia, che si adatta sempre più alla sua anima spettacolare, l'informazione rappresenta una cartina al tornasole per evidenziare il grado di compromissione dei generi e di penetrazione delle formule dell'intrattenimento nei programmi.
"Da qui emerge un altro inquietante potere della Tv, un potere a prima vista non visibile, subdolo non perfettamente affermabile dal punto di vista razionale. Esso conferisce alla Tv la straordinaria facoltà di tramutare in spettacolo, a suo modo divertente, tutto ciò che tocca [...] Per esempio parlando di terrorismo, certamente la tv informa, ma nello stesso tempo teatralizza straordinariamente il fatto in sè, tanto da ridurre fino ad annullarla, la capacità di giudizio autonomo dello spettatore" (cfr. F. Ferrarotti Massmedia e Società di Massa, 1992, p. 67).
L'infotainment ha innescato anche il curioso meccanismo di personalizzazione del mestiere telegiornalistico: la figura del semplice messaggero di notizie acquista i tratti divistici dell'anchorman. L'informazione giunge a milioni di telespettatori attraverso la personalità, il modo di ragionare e l'immagine di coloro che la presentano. Di conseguenza numerosi giornalisti andranno a condurre trasmissioni prodotte dalle reti e non dalle testate giornalistiche, svolgendo un sostanziale lavoro di intrattenimento.

Intervista a Giovanni Cesareo

Santoro e il genere dell'infotainment
Santoro e il genere dell'infotainment
Glossario
ANCHORMAN - Letteralmente "uomo ancora", il termine americano è stato coniato nel 1952 dal presidente della CBS, riferendosi al conduttore serale del telegiornale della CBS - Walter Cronkite - in grado di "ancorare l'emittente e il pubblico davanti le telecamere distribuendo notizie su un avvenimento". L'anchorman viene identificato con il conduttore di trasmissioni di informazione che per le sue capacità e popolarità, riesce ad influenzare l'opinione pubblica.
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