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LA NEOTELEVISIONE
Neotelevisione è un termine coniato da Umberto Eco in un articolo del 1983 dal titolo Tv, la Trasparenza Perduta in cui si confrontavano i canoni della paleotelevisione, con quelli originatasi a partire dagli anni '80 con l'avvento delle emittenti private. Il regime di concorrenza diede il via ad una serie di cambiamenti che modificarono, fino quasi a stravolgere, i canoni della televisione.

La neotelevisione ha essenzialmente i caratteri della serialità, della trasgressività e della demenzialità. Queste caratteristiche si sono consolidate in un processo venuto alla luce nell'era della concorrenza in derivazione della maniera post-moderna di esprimersi nelle arti figurative, nella moda, nel teatro, nel cinema. L'unità di misura dei programmi della neotelevisione diviene il frammento.

L'influenza di tutto ciò sul palinsesto è quella dello sviluppo della programmazione a fasce. Primo fenomeno ad emergere è la scomparsa dei generi tradizionali e il radicarsi della pratica dell'infotainment che si evidenzia in tutti i linguaggi televisivi. La televisione abbandona la sua impronta pedagogica per creare un differente rapporto con il pubblico, diremmo più colloquiale. La neotelevisione crea un nuovo rapporto con lo spettatore di complicità e convivialità, non più di maestra che insegna, ma da amica che accompagna le ore del giorno.


Glossario
FASCIA ORARIA - La fascia oraria rappresenta l'unità temporale della programmazione televisiva quotidiana. La principali fasce orarie sono tre: day-time (dalla mattina fino alle 18), prime-time (la fascia di massimo ascolto di prima serata, dalle 20.30 22.30) e la night-time (la fascia notturna). La logica alla base della programmazione a fasce, introdotta dai network statunitensi negli anni Cinquanta e Sessanta, è quella di fare in modo che gli spettatori a cui sono destinati i programmi (target) possano effettivamente "consumare" i programmi.
SERIALITA' - Con il termine serialià si intende la reiterazione dei programmi televisivi all'interno del palinsesto.
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